L’ informazione si ‘e ostracizzata
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Alexis e’ uciso dalla pallotola di un sbirro ad Exarhia, dal suo seno e’ corso sangue…nonostante tutto questo la ballistica ha fatto tardi alcuni giorni ad uscire…alla fine la pallotola ‘e stata ostracizzata, come qualcuno potrebe dire per le pietre, le bottiglie e le arancie amare che in tutti questi giorni sono stati lanciati contro le vetrate dei neggozzi,le machine preziose e le forze di opressione-sbirri. La verita’ infine si comporre da molti fatti soggetivi che ognuno potrebe interpretare come vuole. Aparte i giornalisti.
Il nostro argomento pero non e’ questo. A noi interessa l’ imagine che si e’ formata nella mente dei insorti e non l’ imagine che viene proieta da i media, i politici, i bottegai della Ermu, della Tsimiski… e generalmente tutti quelli che in questo confronto si ci sono opporsi e per fortuna hanno preso posizione, per poter anche noi saper chi sono con chi. Viviamo finalmente la cosi desiderata polarizzazione sociale. L’ assassinio di Alexis e’ stato infatti una causa per poter esprimersi l’ opressione compressa di una ben gran parte della societa’ greca, i migranti inclusi. Il vento dell’ insurezione aparte le strade lastricate ha scosso anche divani, neggozzi di partiti, pene delegate e tutto il resto della gentaccia sociale che tutti questi anni organizzasse la sua “sicurezza” contro i rifiuti proletari contemporanei. Non sappiamo se questa volta si sono becatti al sonno, siamo sicuri che il loro sonno non sara’ mai piu dolce. Stiamo parlando ormai con la fiducia in se. E questo sara un sentimento che rimanera’ tra di noi. ‘E esperienza visuta collettiva e memmoria colletiva. ‘E la storia che abbiamo scritto e la conoscenza che abbiamo reconquistata. Per i nostri scopi e i nostri mezzi non diamo conto a nessuno.
Per tutti questi motivi ed ancora di piu’ questo giornale esce da gente che abbia preso posizione nella settimana insorta da quache parte all’ emisferio nord. Perche tutti noi dobbiamo ri incontrarci e questo non sara facile. Tutti noi che ci siamo trovati per le strade a causa della morte tragica di uno di noi e ci siamo esplosi contro tutto che ci ruba la vita. Una vita che ce la dividono ogni giorno fra casa, lavoro, divertimento – ci dividono in alievi, studenti, lavoratori – bambini, adolescenti e adulti – ragazzi, ragazze, uomini e donne – locali e migranti. Ci dividono in oribili picole categorie e ci segregano in scuole, universita’, lavoro, neggozzi e locali. Ci ofrono case come gabbie, lavori malpagati ed un futuro fosco. Ci e’ data allora l’ ocasione di distrugere poco di quel che odiamo e di vivere molto di quel che vogliamo.
Essi ed esse che si trovano nelle mani dello stato, ovunque in questo pianeta, debbano, in questi dificili momenti, ore, giorni che passano, sappere, che siamo fuori per loro, stano dentro per noi. Il nostro desiderio per un mondo senza potere, senza stati, eserziti, patrie, polizie, prigioni, torture, sfrutamento e privazione si esprime e si materializza con la solidarieta’. Non state da soli fratelli e sorelle!
Per tutti i mottivi del mondo allora
p.s. L’ edizione presente e’ stata stampata a Salonico in 50000 copie. Chiediamo scusa per eventuali manchanze ed errori. Le parole non possono sostituire l’ azione.